Archivio | ottobre, 2010

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11 ott

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“In coda”

9 ott

“In coda” è un documentario assolutamente no-budget. E’ nato un pò per caso.  Una dei due regisiti, Andrea, è cilena. Per riuscire a regolarizzarsi in Italia ha vissuto qualcosa che non si aspettava. Scopre che per parlare con un funzionario dell’ufficio immigrazione di Parma deve mettersi in coda fuori dalla porta alle 4 di mattina . L’ufficio apre alle 8, ma le 4 ore di anticipo servono ad ottenere uno dei 60 numerini che la polizia rilascia per poter entrare. I commenti lungo la coda non si possono non ascoltare. Gli immigrati  bardati con cappotti e sciarpe, non credono a quello che stanno facendo. “Questa è una cosa da terzo mondo”, “Nemmeno da me in Africa”.  Il trattamento degli agenti è animalesco. Urlano e insultano. Se gli viene richiesto qualcosa ti ignorano. Se non riesci a parlare con i funzionari, è impossibile reperire qualsiasi tipo di informazione. La bacheca dell’ufficio è vuota, non c’è nemmeno il testo di legge sull’immigrazione. La sala d’attesa, che dovrebbe essere un sollievo dopo 4 ore di fila al gelo, è un cortile all’aria aperta con 4 sedie scassate. Questa è la questura di Parma. Nel documentario ne abbiamo conosciute altre e non tutte funzionano così.

Da qui abbiamo sviluppato il documentario affrontando il tema del reato di clandestinità e le restrizioni del pacchetto Maroni. Abbiamo parlato dei CIE, i centri di identificazione ed espulsione, attraverso alcune telefonate con i reclusi. Abbiamo documentato il primo sciopero nazionale degli immigrati, conoscendo delle bellissime persone.

Questo e altro è “In coda”, un documentario che speriamo possa far riflettere.

Qui sotto il trailer. Chi volesse una copia o organizzare una proiezione può scrivere a chiedolaparola@gmail.com

En español:

“En la cola” es un documental no-budget.  Nacio un poco por casualidad. Uno de los dos directores, Andrea, es chilena. Para lograr regularizarse en Italia ha vivido algo que no se esperaba. Descubre que para poder hablar con un funcionario de la Polizia de Inmigracion de la ciudad de Parma debe meterse en la cola fuera de la puerta a las 4 de la magnana. La oficina abre a las 8, pero las 4 horas de anticipo sirven para obtener uno de los 60 numeros que la policia deja para poder entrar.Los comentarios a lo larfo de la cola no se pueden no escuchar. Los inmigrantes  envueltos con abrigos y bufandas, no creen lo que estan haciendo. “Es una cosa del tercer mundo”, “Ni siquieradonde nosotros ahi en Africa”. El trato de los policias es animmalesco. Gritan e insultan. Si les preguntas algo te ignoran. Si no logras hablar con los funcionarios, es imposible encontrar algun tipo de informacion. La vitrina de informacion del lugar esta vacia, no est ani siguiera el texto de ley sobre la inmigracion. La sala de espera, que deberia ser un alivio despues de 4 horas de fila al frio, es un patio al aire libre con 4 sillas maltratadas. Esta es la Policia de Inmigracion de la ciudad de Parma. En el documental hemos conocido tantas pero no todas funcionan asi.
De ahi que hemos desarrollado nuestro documental enfrentando el delito de clandestinidad y las restricciones de las nuevas leyes. Hemos hablado con los CIE,  los centros de identificacion y de expulsion, a traves de algunas llamadas con los presos. Hemos documentado la primera huelga nacional de los inmigrantes, conociendo a personas maravillosas.

Esto y mas es “En la cola”, un documental que esperamos pueda hacer reflexionar.
Aqui abajo el trailer. Quien quisiera una copia u organizar una proyeccion puede escribir a chiedolaparola@gmail.com

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